Il Coronavirus fa paura ma la normativa d’urgenza adottata nelle ultime settimane non permette di violare la privacy di visitatori, utenti e dipendenti.

I soggetti pubblici e privati non possono, quindi, chiedere ai visitatori ed agli utenti informazioni circa la presenza di sintomi da Coronavirus e notizie sugli ultimi spostamenti, come misura di prevenzione dal contagio.

Resta, tuttavia, fermo l’obbligo:

  • per i lavoratori di segnalare ai datori di lavoro situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • per i datori di lavoro di comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” derivante dal Coronavirus per la salute sul posto di lavoro ed effettuare gli altri adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori per il tramite del medico competente (ad esempio sottoponendo ad una visita straordinaria i lavoratori più esposti).

Qualora poi, nel corso dell’attività lavorativa, il dipendente che svolge mansioni a contatto con il pubblico (es. URP, prestazioni allo sportello) venga in relazione con un caso sospetto di Coronavirus, lo stesso, anche tramite il datore di lavoro, è tenuto a comunicare la circostanza ai servizi sanitari competenti e ad attenersi alle indicazioni di prevenzione fornite dagli operatori sanitari interpellati.

Fonte: Garante per la privacy con comunicato del 2 marzo 2020