Il colosso Apple sotto l’attacco di un baby hacker

Secondo il quotidiano “The Age”, è un teenager l’hacker australiano che ha forzato ripetutamente i sistemi di sicurezza della Apple, sottraendo circa 90 gigabyte di file definiti sicuri oltre ad accessi a diversi account e “chiavi d’autorizzazione che garantiscono il log-in agli utenti”.

Quando Apple ha rilevato l’intrusione nei server è intervenuta prontamente, cercando di bloccare l’attacco e riportando l’accaduto all’FBI, che ha aperto un’indagine sulla faccenda scoprendo in prima battuta che l’hackeraggio partiva dall’Australia.

I sistemi Apple hanno poi tracciato i numeri seriali dei MacBook utilizzati per l’attacco hacker, rintracciandone il proprietario: un ragazzo australiano, appunto, che si è subito dichiarato colpevole dell’intrusione informatica e ha giustificato la sua azione criminosa definendosi un accanito “fan di Apple” e dei suoi prodotti, e che il suo sogno è lavorare un giorno per la compagnia californiana.

Nonostante il tempestivo e corretto intervento di denuncia, il caso è diventato rapidamente di respiro internazionale, il che ha portato la Apple a rilasciare delle dichiarazioni a Reuters e The Guardian, per rassicurare gli utenti sulla costante sicurezza e sull’affidabilità del sistema di security di Apple:

 «In Apple proteggiamo vigorosamente le nostre reti e disponiamo di team dedicati o di professionisti della sicurezza delle informazioni che lavorano per rilevare e rispondere alle minacce – rassicura il comunicato stampa del colosso di Cupertino – Vogliamo inoltre informare i nostri clienti che in nessun momento dell’attacco i loro dati sono stati compromessi”.