Cartelloni pubblicitari: chi li guarda non deve essere spiato da telecamere

No all’occhio delle telecamere sugli utenti che nelle principali stazioni ferroviarie italiane, da oggi in poi, si fermeranno ad osservare i cartelloni pubblicitari.

Spiarne le reazioni a fini di marketing/ commerciali non sarà più possibile: questa la decisione presa dal Garante della Privacy al termine di un’istruttoria avviata sulla spinta di alcuni articoli della stampa e altre segnalazioni di privati circa il rischio potenziale di tracciamento del tutto aconsensuale per passanti e viaggiatori in oltre 500 stazioni italiane.

Il caso: il Garante cambia idea

La società che aveva installato le webcam incriminate, volute per valutare o meno l’interesse generato e l’efficacia delle pubblicità trasmessa sui totem, ha negato da parte sua la possibilità di una minaccia alla privacy degli utenti: la tecnologia utilizzata consentirebbe infatti di analizzare in maniera anonima l’espressione facciale di chi si trova ad osservare la pubblicità, limitandosi a definire se si tratti di un’espressione contenta o meno.

Il sistema sopra descritto era stato in un primo momento – nel 2012 – indicato come effettivamente innocuo dal Garante.

Dalla nuova documentazione tecnica presentata il Garante ha però osservato che, sebbene per un periodo brevissimo e in locale, il sistema effettua comunque un trattamento di dati personali per l’analisi statistica dell’audience.

Il Garante ha quindi obbligato la società installante a collocare nelle immediate vicinanze di ogni cartellone pubblicitario un evidente e riconoscibile segnale o vetrofania che segnali la presenza di telecamere e che riporti informazioni relativi al trattamento dei dati effettuato.

La società dovrà inoltre garantire la sicurezza delle tecnologie utilizzate nei totem pubblicitari, prevedendo un monitoraggio almeno semestrale della webcam e della relativa memoria per individuare e risolvere il prima possibile eventuali malfunzionamenti.

Fonte: Garante Privacy