Sicurezza su smartphone e tablet: le aziende sono ancora vulnerabili

Per quanto riguarda la gestione della sicurezza su dispositivi mobili come smartphone e tablet, le aziende mostrano ancora grandi vulnerabilità. Nello specifico, il 24% di esse non è in grado di dire se uno o più dei propri device aziendali abbia mai subito un attacco e il 64% ritiene non poter prevenire in alcun modo un’incursione da parte degli hacker.

È questo il desolante scenario risultato dalla recente indagine condotta da Dimensional Research per Check Point, che segnala anche come ben il 94% degli amministratori e dei professionisti della sicurezza informatica si attenda, nell’arco dei prossimi 12 mesi, un aumento esponenziale dei cyber-attacchi.

C’è anche da dire che, nel campione analizzato, solo il 38% delle aziende ha dichiarato di utilizzare, per proteggere i propri device mobili, una soluzione diversa dalla ben nota Enterprise Mobility Management. Eppure, le aggressioni digitali a livello di smartphone e tablet hanno un costo non indifferente per le aziende!

Seppure è vero che la prevenzione dei cyber-crimini può rappresentare un investimento ingente per le imprese, e che al contempo non tutte hanno la disponibilità economica per stanziare fondi su questo tipo di servizio, è altrettanto chiaro che un’aggressione informatica andata a buon fine sui device mobili di un’azienda provoca danni ingenti ed esborsi economici davvero impressionanti.

Per il 37% delle aziende intervistate da Dimensional Research, una violazione avrebbe un costo di oltre centomila dollari, mentre il 25% ha dichiarato che il danno potrebbe superare il mezzo milione di dollari. In sostanza, riflettendoci bene si tratta più o meno delle stesse cifre stimate nel caso in cui il cyber-attacco avvenisse sui computer: un dettaglio non da poco, che dovrebbe spingere le aziende a riconsiderare bene il problema della loro vulnerabilità a livello mobile!

Non va infatti dimenticato che sui nostri smartphone e tablet sono oggi memorizzati centinaia se non migliaia di dati sensibili, e che un attacco potrebbe seriamente compromettere la nostra privacy.

Allo stesso tempo, Dimensional Research non manca di segnalare come gli stessi reparti IT e security fatichino a mantenere il passo con le, diciamo così, “evoluzioni di settore”, sia dal punto di vista della quantità di professionisti a disposizione che da quello del budget disponibile. In oltre la metà dei casi, sono proprio queste le ragioni per una mancata implementazione in tal senso, ma quantomeno è altrettanta è la percentuale (62%) delle aziende che ha deciso di allocare maggiori risorse per la prevenzione dei cyber-attacchi.

Ma quali sono le tipologie di attacchi web più temute dalle aziende? Vediamole insieme:

  • Malware: hanno colpito il 58% delle imprese intervistate
  • Phishing SMS: il 54% delle aziende ha riscontrato problemi in tal senso
  • Violazione della rete Wi-Fi: ha colpito il 54% degli interpellati
  • Furto delle credenziali: per il 40% del campione
  • Keylogging contro i cellulari: di nuovo, per il 40% del campione analizzato